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martedì 25 agosto 2009

Anche i miti crollano

I miti sono fatti apposta per crollare. Ma quando te ne crollano due in un colpo solo c'è poco da fare, dà fastidio. Soprattutto se i miti in questione sono il Rugby e l'Inghilterra.

Harlequins-Leinster, quarto di finale di Heineken Cup.
Nel rugby, un giocatore uscito dal campo non può tornare in gioco se non per sostituire un giocatore infortunato. A pochi minuti dal termine gli Harlequins sono sotto di un punto e l'unico modo per sperare di passare in vantaggio è una punizione o un drop. Ma quello coi piedi buoni è in panchina, uscito all'inizio della ripresa.
E allora cosa ti inventano questi furbacchioni degli inglesi? Ti mandano in campo il buon Tom Williams, provvisto di un sacchettino di liquido rosso. Passa un minuto e al primo contatto un po' rude - nel rugby capita - zacchete, se lo ficca in bocca.
Basta stringere un po' i denti e il gioco è fatto. Col volto ridotto a una maschera di "sangue" esce mestamente dal campo per avviarsi agli spogliatoi dove, per non farsi mancare nulla, un solerte fisioterapista gli pratica un grazioso taglio al labbro. Si sa mai che a qualcuno venga un sospetto e voglia controllare l'entità del danno. C'è niente come i punti di sutura per mettere a tacere anche i più diffidenti.
Nick Evans, il calciatore panchinato rientra in campo. Ma poiché talvolta la giustizia superiore si manifesta dove serve e senza preavviso, quei due punti sperati proprio non arrivano.
La vicenda in sé è pure divertente, anzi ci vedo anche una traccia di genialità.
Comunque da archiviare e tenere pronta per la prossima volta che un collega inglese proverà a prenderci per il culo con la vecchia storia dell'inaffidabilità degli italian.

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