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lunedì 27 febbraio 2012

Altri due cents

Monti ha deciso per il no. Potrei anche essere d'accordo, per quel che conta. Con questa crisi meglio lasciar perdere le Olimpiadi. Ma non mi va di esserlo, con tutta questa gente che prima non lo era e ora, dopo la decisione, lo è.


Comunque sia, è vero, non ci sono soldi. Ci sono altre priorità. Sarà il solito magnamagna. Non sappiamo affrontare dieci centimetri di neve, figurarsi un’Olimpiade.
Ma poi mi guardo intorno e penso che è ben triste un Paese che non fa le cose perché qualcuno potrebbe arricchirsi o anche solo guadagnarci. O che fa mai nulla perché le priorità sarebbero altre. Accidenti, ma il problema di questo paese, il problema vero, non è la crisi, non è la mancanza di denaro, non è il rischio che qualcuno ci guadagni più di quanto l'uomo comune ritiene lecito (ovvero qualsiasi cifra superiore a zero euro). No, il problema di questo paese è che si è smesso di pensare in grande, di avere progetti, che si è persa la voglia di fare, la voglia di sognare. Il problema grande è la rassegnazione che vedo in giro, quando invece oggi più che mai bisognerebbe sognare e rischiare.  E per consolarmi ogni tanto guardo qui: http://www.tornareasognare.it.


Non so se servirebbe, ma se le Olimpiadi servissero davvero per aiutare questo Paese a uscire dal torpore in cui si è cacciato, allora vorrei che qui si organizzassero non solo quelle del 2020 ma anche le quattro successive…


Pensiero collaterale: se passa l'idea che il bilancio di un'Olimpiade si debba chiudere in pareggio, che l'Olimpiade non sia un investimento, economico, morale e perché no di immagine, allora temo che per i prossimi 100 anni i Giochi Olimpici li organizzeranno solo gli Emirati o i Paesi che dispongono di giacimenti di litio. E mi spiace per tutti coloro per i quali, avendo cose più intelligenti a cui pensare, i Giochi sono solo un gigantesco business.

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