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lunedì 4 aprile 2011

Evasione al 38 percento? Ma dai!!

Ieri il Corriere (e oggi ne hanno parlato e scritto molti altri) sparava in prima pagina un bel titolone ad effetto "Fisco, evasione al 38%". Da quel che si capisce il dato è stato reso noto apposta per celebrare la nascita del  nuovissimo database dell'Agenzia delle Entrate, Dbgeo, che incrocia, analizza e aggrega dati provenienti da diverse fonti per scovare le aree di evasione e svolgere altre funzioni socialmente utili

38%, dicevamo. Opparblò. Mica bruscolini. Io, per quelle due tre cose che so di conticini, percentuali e italiano, intuisco che - in media - ogni contribuente italiano dichiarerebbe al fisco solo il 62% dei suoi redditi. OGNI contribuente italiano. Oppure, sempre per via di quelle due tre cose, potrei intuire che su 100 italiani, 62 pagherebbero tutte le tasse dovute, mentre 38 non verserebbero un euro. Comunque li si voglia leggere, mi sembrano valori piuttosto alti, non credibilissimi.
Dall'articolo però le cose sembrano stare diversamente: Il contribuente italiano medio evade infatti solo il 17,41%, Il 38% salta fuori eliminando dal computo tutti i redditi tassati alla fonte. Quindi è il 38% degli imprenditori, liberi professionisti, artigiani, commercianti che non paga le tasse. Te pareva.

Ma, dice l'articolista (e non so se sia farina del suo sacco o la cosa fosse scritta sul comunicato stampa dell'Agenzia delle entrate), il contribuente italiano medio (imprenditori, commercianti, ecc) evaderebbe 38,41 euro ogni 100 versati (attenzione, versati, non dichiarati) al fisco.
Che, diciamolo, è un modo un po' bislacco di misurare l'evasione, come pure qualunque altra cosa misurabile. Solo un modo come un altro? Mica tanto. Se, per dire, dietro ogni 100 euro versati al fisco ve ne fossero 100 "evasi", il titolone dovrebbe essere "Evasione al 100%". Il che evidentemente non ha senso.

Il modo corretto di presentare il dato dovrebbe essere questo.
Se il nostro ricco imprenditore/evasore per ogni 100 euro di imposte pagate non ne paga 38, 41, significa che la sua imposta teorica sarebbe di 138,41, dei quali ne versa però solo 100. Pari al 72,25%. Pertanto  il titolo dovrebbe essere "Evasione al 27,75%". Sempre abbastanza alta, ma 27,75 è ben diverso da 38.

A questo punto sorgono spontanee due domande.
  1. come diavolo viene calcolato il reddito presunto di un Paese dal quale viene ricavata la percentuale presunta  di evasione?
  2. perché i dati vengono presentati in modo che l'evasione appaia più alta del reale?
Per rispondere alla prima domanda (che mi pongo da tempo) mi rifaccio allo stesso articolo. Il magico Dbgeo incrocia infatti 50 indicatori di tipo economico, sociale, demografico, finanziario, ne segue l'evoluzione e li compatta di otto dimensioni. Fantastico. E poi ci sono i dati Istat. Ancora più fantastico.
Ma dallo stesso Corriere di ieri apprendo che i signori Dolce e Gabbana sono stati assolti dall'accusa di "frode ai danni dello stato e infedele dichiarazione per circa un miliardo di euro". Notizia che mi lascerebbe indifferente se non fosse per il fatto che 1. a suo tempo erano stati dipinti come gli evasori del secolo, 2. che l'accusa era di avere venduto a 100 merci che il fisco presumeva valessero 300, reclamando pertanto le imposte sui 200 di differenza (mai incassati in realtà). Potrei avere capito male, ma se le cose stanno così è difficile commentare senza cadere nel turpiloquio.

Veniamo alla  seconda domanda.
Credo che ciò abbia a che fare col desiderio di dimostrare quanto sul serio venga condotta la lotta all'evasione e - di riflesso - a creare il terreno a nuove pesanti contromisure.
Mi spiego. Se passa il concetto che il 27,75% per cento degli imprenditori (commercianti, liberi professionisti, ecc) non paga una lira di tasse, questo 27,75% bisogna andare a stanarlo. Cosa peraltro non difficilissima. Sarebbe sufficiente bussare a 4 porte a caso e uno lo si becca. Ma soprattutto bisognerebbe ammettere che l'altro 72,25% è rappresentato da persone per bene, che paga tutto fino all'ultima lira, proprio come i pensionati e i dipendenti. Ma credo che ciò a molti non riuscirebbe facile

Se invece l'idea è che TUTTI gli  imprenditori (artigiani, commercianti, ecc) non pagano le imposte sul 38,41% dei loro redditi, allora c'è un'intera categoria (i non pensionati/dipendenti) che può (deve) essere criminalizzata in toto e la soluzione è ancora più semplice. E' sufficiente sparare nel mucchio, introducendo una nuova imposta, aumentando qualcuna di quelle esistenti, riducendo qualche detrazione, complicando le cose. Ottenendo il duplice scopo di incassare qualche quattrino e placare la sete di sangue dei "contribuenti onesti". Proprio come è stato fatto più volte negli ultimi anni. Esempi?
  • La percentuale di detraibilità dell'auto per uso promiscuo passata dal 50 al 40%
  • L'Irap, che fu presentata come una imposta per fare finalmente pagare (almeno) una tassa a tutte quelle aziende che con artifici di varia natura (tutti leciti, per carità) riuscivano ad azzerare gli utili e di conseguenza le tasse. Grazie tante, per queste aziende l'Irap è l'unica tassa, per le altre, quelle che non possono approfittare di tali artifici, è semplicemente una tassa in più (particolarmente onerosa per le società di servizi per le quali il costo maggiore è quello per il personale)
  • La percentuale di detraibilità dei costi di telefonia mobile passata dopo lunghe attese dal 50 all'80%. Mossa intelligente e sensata. Certo, accompagnata però dalla contemporanea riduzione dal 100 all'80% dei costi di telefonia fissa.
Resto pertanto in trepida attesa.

1 commento:

milo temesvar ha detto...

Se questo Dbgeo incrocia e compatta tutti 'sti indici, dovrebbe essere in grado di fornire dati anche sugli evasori totali. Dici bene che secondo la logica che hai spiegato un titolo "evasione al 100%" dovrebbe esprimere una situazione in cui vengono evasi 100 euro pero ogni 100 versati, quindi su teorici 200 da versare, e quindi si dovrebbe parlare di evasione al 50%, semmai; ma l'evasione totale? come si esprime, se il versato è zero?
I numeri, in quanto numeri significano se stessi, senza poter assumere significati altenativi. In teoria. Eppure la comunicazione basata sui numeri è quella che si presta ad essere utilizzata nel peggiore dei modi, fino a diventare una non-informazione, chiacchiere.